Lunga durata o espatrio: due situazioni, due prodotti diversi
Un soggiorno lungo e un espatrio non sono lo stesso rischio, e la linea che li separa non è la durata ma la RESIDENZA. Finché resti residente in Italia sei assistito dal Servizio sanitario nazionale, e la copertura da comprare è una polizza di viaggio di lunga durata. Dal momento in cui cancelli la residenza dall'anagrafe comunale e ti iscrivi all'AIRE trasferendoti in uno Stato senza convenzione con l'Italia, il Ministero della Salute è netto: perdi il diritto all'assistenza sanitaria sia in Italia sia all'estero. Da quel momento serve un'assicurazione sanitaria per espatriati, che è un prodotto diverso, non una polizza di viaggio più lunga.
Le due domande arrivano insieme e non hanno la stessa risposta. « Assicurazione viaggio lunga durata » e « assicurazione sanitaria per espatriati » sembrano due gradi dello stesso prodotto, e sono due prodotti diversi che rispondono a due situazioni amministrative diverse.
La linea non è la durata, è la residenza
Un soggiorno di otto mesi con la residenza a Torino e un trasferimento definitivo di quattro mesi fa sono situazioni opposte, anche se il secondo è più corto.
Finché la residenza anagrafica resta in Italia, resti assistito dal Servizio sanitario nazionale. Quello che compri per il viaggio serve a coprire ciò che il sistema non segue all’estero: le cure sul posto, il rientro sanitario, l’annullamento, il bagaglio.
Dal momento in cui cancelli la residenza dall’anagrafe comunale e ti iscrivi all’AIRE trasferendoti in uno Stato senza convenzione con l’Italia, cambia il soggetto della frase. Il Ministero della Salute lo scrive così: si perde il diritto all’assistenza sanitaria sia in Italia sia all’estero. Non è una sospensione temporanea da riattivare al rientro in vacanza, è una perdita di diritto.
C’è un’eccezione nominata: i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono l’assistenza in Italia e all’estero.
Le due situazioni, affiancate
| Soggiorno lungo | Espatrio | |
|---|---|---|
| Residenza anagrafica | resta in Italia | cancellata, iscrizione AIRE |
| Sistema sanitario di riferimento | il SSN italiano | nessuno, se il Paese non ha convenzione |
| Che cosa copre il prodotto giusto | l’imprevisto: cure d’urgenza, rimpatrio, annullamento | l’ordinario e lo straordinario: medicina di base, specialisti, ricovero |
| Ha una data di rientro | sì | no |
| Documento pubblico utile | TEAM in UE, nulla fuori senza convenzione | modello S1 solo per distacco, pensione, studio in UE |
Il buco che nessuno si aspetta: il pronto soccorso
Sul soggiorno extra UE il Ministero della Salute aggiunge una riga che vale la pena leggere due volte. Dove non sono in vigore convenzioni, non è prevista alcuna forma di tutela da parte del Servizio sanitario nazionale, ed è esclusa anche la copertura delle prestazioni di pronto soccorso.
L’intuizione comune dice il contrario: che l’urgenza sia in qualche modo sempre coperta, dovunque. Non lo è. Lo stesso testo ministeriale conclude consigliando di stipulare un’assicurazione sanitaria privata prima della partenza, ed è un consiglio dell’amministrazione, non di un venditore.
In Europa, i due strumenti non sono lo stesso
Per un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro lo strumento è la tessera europea di assicurazione malattia: dà accesso alle cure necessarie presso strutture pubbliche o private convenzionate, e il Ministero precisa due limiti che pesano su una permanenza lunga. Il ticket non viene rimborsato, e la tessera non si applica alle prestazioni fornite da professionisti privati non convenzionati.
Per chi in Europa non è un turista ma un lavoratore distaccato, un pensionato titolare di pensione contributiva italiana o uno studente, lo strumento è un altro: il modello S1, richiesto alla propria ASL, che apre l’assistenza diretta secondo i livelli del Paese in cui ci si trova.
Il funzionamento e i limiti della tessera sono spiegati nella nostra guida alla tessera sanitaria europea.
Come scegliere, in tre domande
Hai cancellato o cancellerai la residenza? Se sì, la tua è una copertura da espatriato e nessuna polizza di viaggio la sostituisce, per lunga che sia.
Il Paese ha una convenzione con l’Italia? Fuori dall’Unione la risposta cambia tutto, e il Ministero della Salute la pubblica Paese per Paese nella sua guida interattiva.
Quanto dura il soggiorno rispetto al massimo previsto dal contratto? La durata massima è una condizione di ammissione, non una garanzia: un contratto che si ferma a 90 giorni non copre il novantunesimo a tariffa maggiorata, non copre e basta.
Per un viaggio che resta un viaggio, i contratti disponibili a un residente in Italia si confrontano nel nostro comparatore; chi parte più volte nell’anno anziché una volta a lungo trova la formula adatta fra le polizze annuali.
Domande frequenti
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Qual è la differenza fra una polizza di lunga durata e un'assicurazione per espatriati?
La prima copre un viaggio, cioè un'assenza temporanea da una residenza che resta italiana: interviene sull'imprevisto, con un massimale e una data di rientro. La seconda sostituisce un sistema sanitario che hai perso, e copre quindi anche l'ordinario, dalla visita di controllo alla maternità, senza data di rientro. Comprare la prima quando serve la seconda significa restare senza medico di base per anni. -
Perdo l'assistenza sanitaria se mi trasferisco all'estero?
Se trasferisci la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l'Italia, sì. Il Ministero della Salute lo scrive senza attenuanti: i cittadini italiani che trasferiscono la residenza in uno Stato senza convenzione perdono il diritto all'assistenza sanitaria sia in Italia sia all'estero, all'atto della cancellazione dall'anagrafe comunale e dell'iscrizione all'AIRE. Fanno eccezione i lavoratori di diritto italiano in distacco. -
Sono iscritto all'AIRE e torno in Italia per qualche settimana: sono coperto?
Non in generale, ma esiste una porta stretta. Chi è iscritto all'AIRE con lo stato di emigrato, cioè nato in Italia, oppure è titolare di una pensione erogata da enti previdenziali italiani, e rientra temporaneamente senza alcuna copertura assicurativa pubblica o privata, ha diritto a titolo gratuito alle prestazioni ospedaliere urgenti, per un massimo di 90 giorni in un anno solare, ai sensi del decreto ministeriale del 1° febbraio 1996. Serve una dichiarazione sostitutiva di certificazione. -
Quanto può durare una polizza di viaggio?
Dipende dal contratto, e la durata massima è una condizione di ammissione come il limite d'età: va letta prima del prezzo. Il punto da capire è che una polizza di viaggio non diventa un'assicurazione sanitaria per il fatto di durare a lungo. Continua a coprire l'imprevisto, e continua a presupporre che tu abbia una residenza e un sistema sanitario altrove. -
Che cos'è il modello S1?
È l'attestato che consente di ricevere assistenza sanitaria in forma diretta in un altro Paese dell'Unione, secondo i livelli previsti da quel Paese. Il Ministero della Salute lo indica per i lavoratori di diritto italiano in distacco, i pensionati titolari di pensione contributiva italiana e gli studenti; si chiede alla ASL di appartenenza. È lo strumento per un soggiorno lungo in Europa, ed è diverso dalla tessera sanitaria europea, che serve al soggiorno temporaneo. -
Fuori dall'Europa il Servizio sanitario copre qualcosa durante un soggiorno lungo?
Nella maggior parte dei Paesi extra UE, no. Il Ministero della Salute precisa che dove non sono in vigore convenzioni non è prevista alcuna forma di tutela da parte del Servizio sanitario nazionale in caso di soggiorno temporaneo, e aggiunge un dettaglio che di solito sfugge: è esclusa anche la copertura delle prestazioni di pronto soccorso. Lo stesso testo consiglia di stipulare un'assicurazione sanitaria privata prima della partenza.